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domenica 5 settembre 2010

Alba greca

Attimi

M'incanto di te.

Venero gli sguardi rubati,
che non rivolgi a me.

Attimi
in cui l'anima traspare,
si impiglia,
quasi s'afferra
e poi trasale
via
da me.

L'istante infinitesimo
in cui avverti il mio sguardo
e il sorriso nasconde la preda.

M'incanto
ancora
e ancora
di più.

sabato 17 maggio 2008

I mastri bottai di Marsala



Il ritmo altalenante dei colpi sul legno,
lenti
tonfi
sordi.

Nasce già qui, il dolce porpora Marsala.

Tra la salsedine dolce, tiepide brezze marine e legno calmo,
dal lungo riposo.

giovedì 15 maggio 2008

Il mercato del pesce, Milazzo 2003



Forte, l'odore di mare,
di pesci strappati al blu profondo
spaventoso e cattivo
e alle rocce forti
e nascoste
di continenti scomparsi
o ancora da venire.

Grida,
acute, giocose,
spregiudicate ed improvvise
a sappa! a sappa!
vivu è u'spata,
a'tunnina! a'tunnina!

forti
com'è forte l'odore
così forte che ha un gusto
aspro
di morte e di preda.

Risacca di porpora
sui tavolacci del mercato.

Stivali di gomma e carta di giornale.

sabato 10 maggio 2008

Prateria di Fondi di Jenne


Prateria di Fondi di Jenne, un pianoro incantevole, che accoglie morbidamente lo sguardo del viandante, appena uscito dal lungo corridoio di faggi che da Jenne, serpeggiando, lo hanno accompagnato lungo i fianchi di Monte Livata.
Luogo caro a San Benedetto, fonte di serena ispirazione e solitudine, è ora il luogo ideale per incontrare la natura incontaminata dei Monti Simbruini.
Cavalli allo stato semi-brado, liberi di scorazzare per la pianura, donano l' emozione improvvisa e gioiosa del galoppo libero e sfrenato.
I faggi maestosi, dai colori lentissimamente cangianti,che misurano il tempo lento delle stagioni.
Qui, per me, il tempo si ferma. Tutto si fa lontano e indistinto. Semplicemente sono via per un pò...

martedì 8 aprile 2008

Icaro


Anni ed anni di volo sospeso, faticoso e lungo, mi hanno portato qui. Alto oceano perso di blu cobalto, freddo e liquido marmo.

Non c'è più terra all'orizzonte. Crampi alle ali e gelo nel petto.

Sotto il velo opaco del mare, cupe ombre guizzano liquide. Attendono.

Un giorno chiuderò gli occhi, semisvenuto tra lo sfinimento e l'incredulo abbandono del naufrago, perdendomi nel tanto atteso, freddo, inanimato abbraccio della sabbia.
Non sarà un improvviso giglio di effimera spuma ad accogliere la fine del mio volo.

Aggrappato alla luce, pianto le unghie nel vento.

Per altri giorni e giorni, ancora.

domenica 30 marzo 2008



Avrei voluto afferrare la luce dorata che colmava ogni minimo sospiro del prato, soffice coltre d'orzo verde, appena sfiorata dalle ombre impalpabili dei cipressi. Giocando con gli effetti digitali, la foto è riapparsa su una lamina di bronzo caldo, quasi liquida e viva.
Mi piace lasciargli un posto nel mio cassetto del disordine...

mercoledì 26 marzo 2008

Settimana della Cultura




A proposito di appuntamenti dimenticati: La settimana della cultura, occasione imperdibile per godere a pieno (ed "a gratis"...) dello sterminato patrimonio culturale di casa nostra.

Per i pochi che non ne conoscessero il funzionamento: sarà possibile accedere gratuitamente nella quasi totalità dei siti museali, archeologici, artistici italiani nella settimana dal 25 al 31 marzo. Per me si traduce nel portare mio figlio a far le capriole sul prato del Pecile di Villa Adriana (ogni famiglia ha le sue tradizioni...).

Ovviamente gli italici telegiornali sono troppo impegnati negli scodinzolii pre-elettorali per darne anche solo un cenno...

sabato 8 marzo 2008

Il lago di Turano



Verde brillante, lucido come di tempera appena spremuta dal tubetto.
Azzurro di mithril, lucido sangue di Moria.
Carezza leggera, soffio gelato sul viso, tenero, veloce, dalle nuvole e tra le fronde.
Quieto riflesso del cielo, il lago.
Ombre sottili, alternano una danza leggera e ritmata dal vento,
sul prato.

mercoledì 13 febbraio 2008

La storia nelle voci



Amo la storia. Adoro cercarla, e trovarla, negli oggetti dimenticati da anni, nei graffi, nei colori stemperati dai giorni. Mi stregano i racconti degli anziani, lo sguardo sfocato, impigliato tra lunghi corridoi di ricordi, affastellati in penombra. Mi perdo nelle emozioni che il passare del tempo non cancella, nei profumi, nei sapori, nelle paure e nelle speranze.

Alessandro Portelli è un collezionista di memorie. Le cataloga con scrupolo. Le conserva, etichettandole con cura, scrupoloso custode della storia ricordata. Ed ecco che gli eventi prendono la forma viva, tremolante dei ricordi riportati dai testimoni, i quali stessi sono frammenti sopravvissuti di quegli eventi.

Nei momenti di requie mi immergo allora nella Roma del 1943-44, nella città dai toni di seppia di via Rasella e delle Fosse Ardeatine, viva nelle voci di ragazzi, bambini, oramai ingrigiti. E respiro l'orrore e la magia dei giorni che hanno dato luce alla nostra Democrazia.

Una lettura che consiglio di cuore, tanto cara al mio Ascanio Celestini, "L'ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria", Edizioni Donzelli Virgola, 2001".

sabato 9 febbraio 2008

Echoes



L'Isola Bella in febbraio, quando i primi tocchi di primavera lasciano labili impronte di colori, dolci ed ingenui, sulle bouganville.
Incastonata in una baia dagli infiniti azzurri, rimira Taormina arroccata e più su Castelmola. E l'Etna, scorbutico e gigante dinosauro.
I primi Greci giunti in Sicilia ne rimasero ammaliati e vi fondarono Naxos, poco discosto.
E' un lusso impagabile rimirarla dal belvedere di Castelmola, leggermente ebbri del grandioso vino alle mandorle dei Turrisi, mentre i primi pollini di mimosa fanno di miele il tramonto e le prime ombre.

Echi di memoria, appena distorti dal tremolio di malinconica lontananza.

Mi sento emigrante ancora oggi. Sfuggito alla mafia dei benpensanti, dei barbari baciapile che hanno conquistato, con l'inganno e le menzogne, la terra e le vite di chi la abita. Gli stessi barbari che disegnano la mafia come fosse un esercito e ne sono sacerdoti officianti da una cattedra universitaria o un ufficio di governo.

Ed è un prezzo che pago ogni giorno.

Soundtrack: Find the cost for freedom D. Crosby e G. Nash

giovedì 7 febbraio 2008

Vento e Silenzio



Oggi mi fa compagnia Keith Jarrett. Ascoltare Jarrett produce in me una sensazione di quiete operosa, nella quale i pensieri acquisiscono leggerezza ed agilità. Il medesimo effetto di un cielo terso in riva al mare... magari riflesso in una effimera pozza di acqua marina, che le onde dipingono a pochi metri dalla battigia e piano la spiaggia stringe a sè.

Sfogliando le foto sul PC, mi sono ritrovato a fantasticare sugli scatti di Vulcano, dove ho lavorato come guardia medica per un breve periodo.
Luogo folle, Vulcano. Zolfo, cenere, lava, salsedine se ne contendono ogni centimetro nei mesi invernali, quando un turismo frettoloso restituisce spazio ai continui litigi tra vento e silenzio.
Quando il primo cessa i reiterati tentativi di scardinare l'isola dalle fondamenta, il secondo si dilata su ogni cosa, per tempi infiniti e a stento appena incrinato da rumori ovattati, che giungono stremati da distanze impensabili.
Ricordo con tenerezza l'abitudine che avevo preso, di partire verso il molo, per tornare a casa a fine turno, al primo sentire il rombo dell'aliscafo che lasciava il porto di Lipari, a chilometri di distanza. Ricordo la risacca del mare, che tra le coperte, di notte, raggiunge anche le case più distanti dalla riva.
E, nel casino costante e sgraziato della Tiburtina, so che una parte di me è rimasta lì a respirare zolfo, cenere, silenzio e salsedine.

Soundtrack Koln Concert, K Jarrett.

martedì 5 febbraio 2008

Notturno jazz


Roma è una città assolutamente jazz.

E' poetica improvvisazione, arrangiata fantasia urbana.

Ricordo il treno che, da bambino, mi portava in questa città spaventosamente grande. Alle prime ore del mattino, attraversato mezzo Stivale, uno strano languore prendeva a spandersi in me. La vista degli acquedotti, jeratici e vetusti, era il primo segnale della città, appena fuori dai lunghi filari di vigna che correvano veloci ed ordinati fuori dal finestrino.
E poi tutti quei volti, quegli idiomi così diversi, che in provincia non era ancora così frequente vedere...
E il mirabolante traffico di una metropoli, che ha sempre trattato con irriverente confidenza anche il sonno millenario del Colosseo.
Amo questa città ancora oggi, col suo disordine, il suo essere noncurante, disinvolta e un po' balorda.

E la trovo così bella, la notte, vestita di penombre. Quel silenzio di semafori lampeggianti e bus urbani, lanciati a velocità folli.
Una città magica, in cui la notte statue e gabbiani possono chiacchierare indisturbati, improvvisando un jazz di piume, neon e travertino...

lunedì 4 febbraio 2008

Vendicari - II


Una tradizione dei miei anni in Sicilia è stata quella di trascorrere il primo giorno dell'anno a Vendicari, armato degli avanzi della focaccia ripiena, la squisita "impanata" che in casa dei miei nonni avolesi (e adesso degli zii) è la pietanza con la quale da sempre si saluta l'ultima cena dell'anno.

Da solo o con la mia ragazza, che adesso è divenuta mia moglie, seduto in riva ai pantani, al tepore del sole che a Siracusa raramente manca il Capodanno, sbocconcellavo fette di gustosa impanata, resa ancora più gustosa dalla scarpinata, anche se fredda.

E sentivo che, ancora una volta, l'anno nuovo portava con se buoni motivi per scarpinare nuove giornate. Chè del resto, nello zainetto, c'erano sempre due o tre cose buone da assaggiare, rese ancora più buone dall'amore che mia nonna prima e mia zia poi ci mettevano dentro. E c'erano gli aironi cinerini... la spiaggia, le canne, il sole, il mare di cristallo e l'aria buona di carrubbe e di deserto lontano. E, semisospesa sull'orizzonte, c'era azzurra ombra d'Africa.

Spesso mi sono sorpreso a pensar che, da morto, vorrei finire in cenere, sparso alla brezza di Vendicari. Niente lumini e fiori recisi, ma luna, stelle e gigli di mare.

sabato 2 febbraio 2008

Vendicari - I



Tra i miei posti del cuore c'è l'Oasi di Vendicari, in provincia di Siracusa.

Tessuto prezioso, trame di canneti verdi e cieli turchesi, mare di cristallo grezzo e vivo. E' un luogo magico, ombre di pirati saraceni e coloni greci nella brezza d'Oriente che l'accarezza dal mare.

Nello stesso luogo si incontrarono per secoli due miracoli. L'acqua marina che, accudita da mani sapienti, si fa nuovamente cielo e candida spuma di sale. Ed eserciti di floridi tonni, che stanchi di tanto azzurro, mediterraneo girovagare, vestono il mare di porpora e di argento le barche.

Una tonnara ed una salina in un unico luogo.

Qui, la soffice polpa dei pesci sorpresi dalla tonnara riceveva l'abbraccio salutare del sale, frutti cavati dalla stessa acqua, a conservarne a lungo il sentore di mare.

Oggi, stormi di fenicotteri rosa imbellettano le saline di cipria cangiante, in marzo ed ottobre. E taciturni aironi cinerini. E garzette pensierose.
Rapide saette i conigli selvatici e cori lenti di canne, in un paesaggio spesso ridisegnato da iracondi incendi estivi... (continua)

Soundtrack: The mystic's dream, Loreena Mc Kennitt

giovedì 31 gennaio 2008

Voglia di primavera



Oggi vi lascio una foto che da tempo aspettava di essere pubblicata.
Non la lascio sola.
Il silenzio del lago le darà compagnia discreta. Shhh...!!!

Foto: Il Lago del Salto (RI)
Soundtrack: Madelein Peyroux, "Once in a while"

mercoledì 30 gennaio 2008

Il Tempio della dea Tosse e la Cartiera



Segnali
di vite trascorse
ed oramai smesse.

Tracce
di colore,
evaporato
da lunghi immobili silenzi.

Rumori
operosi
e vivi,
vibranti
nel cuore argilloso
e freddo
del Tempio e della Cartiera.

sabato 19 gennaio 2008



Oggi posto una foto scattata nel lontano 2003.
In fondo, semisommersa sulla linea dell'orizzonte, l'isola dalle ali di farfalla...Favignana.
Voci di primo piano: un coro di fiori di campo, bellezza pura e semplice.
Vaga foschia d'Africa tutt'intorno.

giovedì 17 gennaio 2008

Simone


Il piccolo Simone è a casa, tra le braccia di mamma.
Passata la paura, rimangono gli ultimi controlli da eseguire.

Dopo le rapide, la vita riprende a scorrere placida sino al prossimo salto di quota.

Acqua
che rapida corre via dalla sorgente, limpida e fresca
e piano piano
cresce di lenta forza
e grigia
cerca la foce.

Vi lascio in regalo quest'angolo di Erice. A presto.

lunedì 7 gennaio 2008

lipari



Inattese occasioni
di gioia leggera,
tiepida,
e assolata.

Tenero,
malinconico,
desolato,
sole di settembre.

Mille posti possibili,
e immense schiere
di nuvole
e stelle
e onde
di vento già partito,
lontano.

Passo lesto
e leggero
sul blu profondo
e gelato.

E sguardo assonnato,
adagiato,
dimenticato.