lunedì 4 dicembre 2006

quanta autoanalisi in un blog?


Vorrei con questo lanciare un dibattito tra quei pochi blogger che ogni tanto si trovano a passare da queste parti.

Lo sforzo creativo.

La solitudine dinanzi allo schermo bianco.

Il cursore che lampeggiando scandisce tempo e fatica, impiegati a fermare gli atteggiamenti nevrotici.

Spegnere la macchina che divora i nostri giorni e ne fa grigi, vuoti contenitori di...altro.

Un diario. Aperto al mondo sconosciuto.

E' una strada per autonalizzare sè stessi? La vita subìta ci rende estranei a noi stessi. E ci fa vivere in perenne compagnia di uno sconosciuto.

Aprire un blog spinge all'autoanalisi?

2 commenti:

Graziano ha detto...

Mi piace molto quello che dici e pensi a proposito dell'autoanalisi attraverso un blog...la mia impressione è che sicuramente ci si autoanalizza nel momento in cui ci si mette a "postare" un pensiero di qualsiasi genere attraverso un blog, ciò deriva dal fatto che quello che scrivi è comunque generato da un percorso/processo mentale...
Io sono un cantautore, tra le tante maschere che indosso :-) e ad esempio ti assicuro che, spesso, scrivere canzoni è per me un processo in cui analizzo da principio me stesso.
Ciao il mio blog lo trovi qui sotto a mio nome:
G r a z i a n o

Se invece ti interessa il Coaching Creativo mi trovi qui:
Coaching Creativo
Ciao a presto.

Silvio ha detto...

Sicuramente sì...
nel mio caso posso sicuramente affermare che la spinta che tenere un blog mi dà a scrivere e commentare mi fa sentire proprio "la fatica" mentale di applicarmi, di pensare criticamente, di "creare"...
Grazie comunque del tuo commento, anche il tuo sito mi piace molto e mi intriga la storia del coaching creativo ma devo trovare il tempo per approfondire...
PS: anche se la firma è diversa sono Tizzio di "seavessitempo".